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La convocazione dell’assemblea a mezzo e-mail ordinaria rende la delibera annullabile
Il Tribunale di Roma, con la sentenza 12727/2021, pubblicata il 23 luglio 2021 dichiara che è annullabile la delibera condominiale se l'avviso di convocazione dell'assemblea è stato spedito tramite posta elettronica ordinaria in quanto tale strumento non conferisce certezza alla comunicazione perché, a differenza della posta elettronica certificata non dimostra l'effettivo recapito del messaggio al destinatario.
La consuetudine di inviare a mezzo e-mail gli avvisi di convocazione dell'assemblea, ha concluso il giudicante, non è sufficiente a far ritenere superato l'onere della prova che incombe sull'amministratore circa l'effettiva ricezione dell'avviso da parte dei soggetti che hanno il diritto di partecipare all'assemblea, nel caso di contestazione della ricezione da parte di questi ultimi.
La vicenda
Alcuni condòmini agivano in giudizio contro il proprio condominio chiedendo al Tribunale che venisse annullata una delibera con la quale l'assemblea aveva approvato i bilanci consuntivi relativi a due annualità, il bilancio preventivo e nominato un nuovo amministratore. I condòmini deducevano, fra i vari motivi dell'impugnazione, l'illegittimità della delibera sostenendo di non essere stati convocati all'assemblea. Costituendosi in giudizio, il condominio nel sostenere la legittimità della delibera impugnata, chiedeva l'integrale rigetto della domanda dei condòmini evidenziando che l'assemblea era stata convocata a mezzo e-mail e che tale modalità di convocazione era stata accettata da tutti i condòmini ed era in uso da anni.
La decisione
La delibera impugnata è stata ritenuta viziata dal Tribunale che, accogliendo la domanda dei condòmini, l'ha annullata. Nel caso di specie, ha evidenziato il Tribunale, avendo il condominio sostenuto che la convocazione era stata effettuata a mezzo e-mail ed avendo i condòmini impugnanti contestato l'avvenuta ricezione, nessuna prova era stata fornita dall'amministratore dalla quale risultava che i condòmini avessero espresso la volontà di ricevere le convocazioni dell'assemblea con la posta elettronica ordinaria, né era stato depositato alcun regolamento di natura contrattuale contenente l'accettazione da parte dei condòmini di riconoscere al mero invio dell'e-mail l'effetto di ritenere pervenuta la convocazione. Il giudice capitolino, pertanto, ha ritenuto che l’invio avrebbe potuto essere valido se non fossero sopraggiunte contestazioni
Argomentazioni
Nonostante le decisioni del giudice capitolino, ed alcune simili pronunciate da altri tribunali, è doveroso ricordare che la modalità di convocazione dell'Assemblea, sia essa ordinaria o straordinaria, viene dettata dall'art. 66 disp. att. c.c., il quale al suo 3° comma impone che l'avviso di convocazione sia inviato a mezzo posta raccomandata, posta elettronica certificata (PEC), fax o consegna a mano. L'art. 66 disp. att. c.c. è una delle disposizioni citate dall'art. 72 disp. att. c.c. come NON DEROGABILE DAL REGOLAMENTO ciò comporta che il predetto articolo venga qualificato come norma imperativa, cioè cogente e non rientrante nella disponibilità delle parti, pertanto, sia in sede di Regolamento 'iniziale', sia in sede di modifica successiva, i condòmini potrebbero unicamente deliberare scegliendo UNA di queste quattro modalità, ma non potrebbero votare a favore di altra. Conseguentemente, anche laddove il condòmino richieda la convocazione a mezzo e - mail all'Amministratore, oppure qualora l'Assemblea adotti un Regolamento o una modifica allo stesso in tal senso, costui, da professionista quale deve essere, dovrà comunque procedere alla convocazione con una delle quattro modalità previste.
Risulta doveroso ricordare che la PEC inviata ad altra PEC ha il medesimo valore legale della Raccomandata A.R.; la PEC inviata ad indirizzo e - mail consta del contenuto dell'invio e della Ricevuta di Accettazione, similmente alla Raccomandata semplice.Ad avviso di chi scrive, o aderiamo ad un dato letterale ed asfittico, per cui si sostiene che l'art. 66 disp. att. c.c. parla di 'PEC' e che con ciò intende l'invio di un messaggio da una PEC ad altra PEC, oppure apriamo alla possibilità che la norma indichi i 4 mezzi tassativi avendo riguardo al loro valore, così che spetti agli operatori (all'Amministratore, ai condòmini) scegliere quali
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